Storia e origini dell’anello di fidanzamento

Oggi ti parlo dell’anello di fidanzamento!

Scopri la storia di questo anello così importante, da molte sognato e agognato, da molte altre finalmente ricevuto.

Sembra che l’invenzione dell’anello di fidanzamento risalga all’Antico Egitto, e che i Greci ne avessero adottato la tradizione.
Le prime prove certe però risalgono ai Romani, i quali erano soliti regalare due anelli alle loro promesse spose: uno d’oro, da indossare in pubblico, e uno di ferro, da indossare in casa durante i lavori domestici.
Inoltre è proprio dall’antica Roma che ci giunge la tradizione di indossare l’anello sull’anulare della mano sinistra, poiché si pensava che da quel dito passasse la vena amoris, una vena che porta al cuore.

Per i Visigoti regalare un anello significava assumersi un impegno serio quanto il matrimonio stesso, tanto che la promessa non poteva essere rotta sotto alcuna circostanza.

Nel 1477, poi, l’arciduca d’Austria Massimiliano I commissionò il primo anello con diamante della storia per Maria di Borgogna, iniziando così una tradizione che giunge fino ai giorni nostri, ma non senza ostacoli.

Durante gli anni del Puritanesimo, infatti, nessun ornamento prezioso era ritenuto opportuno, così le ragazze portavano un ditale senza punta come anello!

Andando avanti fino  all’Illuminismo, ecco comparire i primi anelli segreti, formati da due o tre parti separate, che riunite creavano l’anello nuziale, o gli anelli di poesia, recanti dei versi incisi sulla superficie.

Il diamante ritorna in auge durante l’epoca vittoriana, grazie alle miniere nelle colonie africane, per poi riscontrare nuovamente un crollo durante la Prima Guerra Mondiale.

La pietra preziosa per eccellenza riacquisterà la sua popolarità attorno agli anni ’40, grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria da parte di una compagnia di estrazione ed esportazione di diamanti.
All’improvviso non vi era attrice di Hollywood che non avesse diamante al dito, tanto che, in queste pubblicità, veniva suggerita persino la somma che si dovesse spendere per acquistare quello giusto per la fidanzata: ovvero almeno uno stipendio mensile del futuro sposo, meglio due!

Risale infatti al 1947 la famosa frase “un diamante è per sempre”, pronunciata da Frances Gerety, una copywriter dell’epoca.

In Italia, come in molti paesi d’Europa, l’anello di fidanzamento si indossa all’anulare della mano sinistra, per poi sostituirlo o aggiungerlo alla fede una volta sposati.
Ma le culture sono tante, e ognuna ha le sue usanze: per esempio in Polonia, Brasile e Turchia, fino a qualche anno fa l’anello si indossava nella mano destra;
o ancora in Brasile e in Argentina, entrambi i fidanzati indossano un anello per sancire il loro impegno.
Gli stili poi, come ogni moda, evolvono nel tempo: dai classici solitario, veretta o trilogy, passando per gli anelli con pietre preziose diverse dai diamanti, come rubini, smeraldi, zaffiri; o ancora, anelli dal design particolare e ricercato, magari in stile vintage, o ispirato alla natura.

Di qualunque forma e materiale sia, non è importante che sia eccessivamente costoso:
ogni fidanzato riconoscerà l’anello di fidanzamento giusto, quando guardandolo gli ricorderà la sua amata.

Caterina