Chiara + Riccardo
Un matrimonio in montagna tra la dea Diana e la Caccia Selvaggia
Ci sono coppie che, fin dal primo incontro, sembrano raccontare due universi lontani. Riccardo, con il cuore rivolto alle leggende celtiche, germaniche e nordiche, e Chiara, innamorata della cultura classica greca, sembravano viaggiare su due binari paralleli.
Ma il giorno del loro matrimonio ha dimostrato che quei binari potevano incontrarsi, fondersi e trasformarsi in un’unica storia, autentica e insolita.
Chiara desiderava un matrimonio elegante, ricercato, capace di riflettere la raffinatezza del mondo classico; Riccardo, invece, immaginava legno, rusticità, fiumi di idromele.
Due desideri apparentemente opposti, eppure destinati a dialogare.
Dopo lunghe ricerche tra le leggende delle culture che amavano, la chiave è emersa chiara: la caccia.
Non intesa come pratica, ma come concetto mitico e simbolico, presente nei racconti di popoli lontani ma accomunati dallo stesso bisogno di narrare la forza della natura.
Da una parte la Caccia Selvaggia, la cavalcata notturna di spiriti e divinità che attraversano i cieli nella mitologia nordica; dall’altra Diana, dea greca della caccia, custode dei boschi e dei misteri notturni.
Queste immagini potenti sono diventate il filo conduttore del matrimonio.
Le partecipazioni e le grafiche riprendevano quadri che raffiguravano Diana intenta a suonare il corno da caccia, con focus su dettagli come archi e frecce a richiamare la simbologia scelta.

Il giorno delle nozze, tutto si è compiuto in una cornice che sembrava uscita da una leggenda: un maso trentino immerso nella natura, con le montagne a vegliare sugli sposi.
Qui, davanti agli amici più intimi, Chiara e Riccardo hanno scelto di unirsi con l’handfasting e il rito dell’idromele, bevuto in bicchieri di corno bordati in oro.
Un gesto antico e solenne, reso ancora più intenso dalle voci emozionate degli amici coinvolti nel rito. Non c’è stato cuore che non si sia commosso: lacrime di gioia hanno percorso i volti di tutti, testimoniando la forza di quell’amore.

La simbologia ha continuato a intrecciarsi con i dettagli: il tableau-bomboniera era una piccola bottiglia di idromele, dono prezioso e autentico.

I tavoli imperiali in legno, nominati come potenti divinità femminili greche, romane e vichinghe, e arricchiti da runner nelle tonalità autunnali, candelabri dorati e scatole di legno colme di fiori e candele, evocavano la bellezza rustica e sacra dei banchetti antichi. Persino i segnaposto riportavano la freccia, incastrata tra i rebbi delle forchette con scritto il numero del posto, mentre il caketopper personalizzato ne riprendeva la forma.

E poi, dopo i riti, i discorsi e le emozioni, la festa si è trasformata in pura energia.
Chiara e Riccardo hanno ballato, saltato e cantato con i loro amici e parenti, trascinando tutti – staff compreso – in una serata che non era solo celebrazione, ma gioia condivisa, autentica, senza freni.
Il loro matrimonio è stato un incontro tra due mondi, fusi in un equilibrio perfetto. Chiara e Riccardo hanno dimostrato che l’amore non è annullare le differenze, ma trasformarle in forza comune.
Si amano, si supportano e, soprattutto, sanno divertirsi insieme.

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