Francesca + Matteo
Un matrimonio nel cuore del solstizio d’estate
Il solstizio d’estate è il momento dell’anno in cui il sole raggiunge il suo massimo splendore, la notte è più breve e la natura sembra trovarsi nel pieno della propria forza.
Per Francesca e Matteo non poteva quindi esserci momento più adatto per sposarsi.
Il loro legame è profondamente radicato nella natura, nei boschi, nelle cose che conservano un po’ di mistero e in quella particolare forma di magia che non ha bisogno di essere spiegata per essere sentita. Sono una coppia dall’animo solare, curiosa e sensibile, con una passione condivisa per il mondo celtico e per Fairy Tail, il loro anime preferito.
Il loro Unusual Wedding è nato proprio dall’incontro di tutte queste suggestioni, prendendo come punto di partenza Litha, la celebrazione legata al solstizio d’estate nella tradizione celtica e pagana, dedicata alla luce, alla fertilità, alla natura nel momento della sua massima espansione e al sole che raggiunge il suo apice.
Da qui sono arrivati i simboli che hanno accompagnato l’intera giornata: piccoli soli, pozioni, rametti di erbe, candele e richiami discreti al mondo di Fairy Tail, inseriti nelle grafiche con grande delicatezza, così che l’atmosfera risultasse magica senza trasformarsi in una scenografia dichiaratamente fantastica.
Le stesse simbologie sono state raccolte in un pattern ricorrente, diventato una sorta di filo conduttore visivo dell’intero matrimonio. Lo si ritrovava nei disegni delle scarpe della sposa, sulle bretelle dello sposo, all’interno delle buste delle partecipazioni, sui libretti della cerimonia, nelle tovagliette artigianali create appositamente per la cena, che gli invitati avrebbero poi potuto portare con sé, e in tanti altri dettagli.

Anche i piccoli dettagli raccontavano la storia degli sposi. Le erbe ricordavano Litha e la tradizione delle erbe di San Giovanni, la candela anticipava il rito della luce e i soli tornavano continuamente come simbolo della giornata in cui Francesca e Matteo avevano scelto di promettersi un futuro insieme.
Prima ancora di arrivare alla cerimonia, però, Francesca e Matteo avevano deciso di ritagliarsi un momento soltanto per loro.
Nelle rispettive camere hanno letto le loro promesse, lontani dagli occhi degli invitati e dal movimento della giornata, scegliendo di vivere quelle parole con calma, senza la fretta che inevitabilmente accompagna un momento così intenso quando si è circondati da tutte le persone che si amano. È stato il loro piccolo spazio sospeso prima di incontrarsi davanti a tutti.

Poi è arrivato il momento della cerimonia.
Nel bosco, circondato dagli alberi, all’interno di un cerchio di pietre e fiori, con semplici panche in legno disposte tutt’intorno affinché gli invitati potessero sedersi e assistere al rito immersi completamente nella natura.
La palette floreale seguiva il ritmo del solstizio, con il giallo luminoso del sole, l’arancio caldo della terra e del fuoco, il verde delle foglie e l’avorio dei fiori più delicati. Tutto sembrava appartenere naturalmente a quel luogo, come se il bosco ci avesse semplicemente accolto per qualche ora in una piccola radura destinata a celebrare il loro amore.

La cerimonia è stata uno dei momenti più emozionanti della giornata.
Durante il rito della luce, Francesca e Matteo hanno acceso le loro candele, ricoperte di erbe, utilizzando candelabri in ferro realizzati appositamente da Matteo. Un dettaglio che rendeva ancora più personale un rito già profondamente simbolico, perché anche l’oggetto che sosteneva la fiamma era stato creato da loro.

A seguire, il rito dell’idromele ha aggiunto un altro elemento alla celebrazione, richiamando ancora una volta quel mondo antico e naturale che aveva ispirato il progetto.

E poi c’erano loro.
L’emozione e l’amore di Francesca e Matteo erano così evidenti da diventare quasi contagiosi. Gli invitati continuavano a commuoversi e, lo ammetto, io per prima ho avuto qualche difficoltà a mantenere un contegno professionale. Probabilmente le musiche di Outlander che accompagnavano quei momenti non hanno aiutato particolarmente!

Terminata la cerimonia, anche il tradizionale lancio del riso ha trovato una sua interpretazione coerente con la storia che stavamo raccontando.
Gli invitati si sono trovati davanti a un piccolo buffet di erbe aromatiche e officinali, con cui ciascuno poteva comporre la propria bustina beneaugurale da lanciare agli sposi. Un gesto semplice, profumato e perfettamente legato alla natura che aveva fatto da sfondo all’intera giornata.

Per il tableau de mariage abbiamo invece immaginato un piccolo emporio degli incensi.
Ogni invitato poteva trovare il proprio nome e il tavolo assegnato, segnarlo sul relativo portaincenso e scegliere poi, tra le tante fragranze disponibili, quella che avrebbe portato con sé. Il tableau diventava così qualcosa di interattivo e da consultare, ma anche un piccolo rituale da compiere prima di prendere posto a tavola.

La cena era organizzata in lunghe tavolate imperiali, con tavoli in legno lasciati nudi, runner di muschio, frutta di stagione, spighe di grano, vasetti anticati colmi di fiori e i candelabri di Matteo con le candele ricoperte di erbe.
Ancora una volta, la natura entrava nella tavola senza bisogno di essere addomesticata troppo.
Su ogni posto trovavano spazio la tovaglietta artigianale, il tovagliolo verde e il menù sagomato a forma di sole, mentre i nomi dei tavoli prendevano ispirazione dalle magie di Fairy Tail, lasciando comparire il loro anime preferito proprio là dove forse soltanto gli invitati più attenti avrebbero potuto riconoscerlo.

La sera è poi diventata festa.
E quando è arrivato il momento del lancio del bouquet, Francesca ha scelto di trasformare anche questo gesto in qualcosa di molto più personale. Invece di lanciare il bouquet alle invitate, ha regalato una rosa gialla e una lettera a ciascuna delle donne importanti della sua vita.
Un gesto intimo e generoso, che diceva molto di Francesca e del modo in cui vive i propri legami, perché quella giornata non era soltanto la celebrazione della storia d’amore tra lei e Matteo, ma anche un’occasione per riconoscere le persone che avevano accompagnato il loro cammino fino a quel momento.

Anche le bomboniere continuavano a raccontare la loro storia: candele artigianali, liquore alle mele preparato dagli stessi sposi e sacchettini di confetti, piccoli ricordi da portare a casa dopo una giornata trascorsa insieme.

Poi, come spesso accade nelle giornate d’estate, il cielo ha cominciato a minacciare un temporale.
Ma ormai era troppo tardi per fermare la festa.
Francesca, Matteo e i loro amici hanno continuato a ballare e divertirsi, mentre sopra di loro il cielo si preparava a scaricare tutta la sua estate.

Francesca e Matteo sono stati una coppia del cuore, due persone stupende e due anime profondamente belle, sensibili, dolci e capaci di mettere una quantità incredibile di verità nelle cose che fanno.
E in una giornata costruita attorno alla luce, al fuoco, alle erbe, al bosco e al sole, alla fine erano proprio loro a emanare la luce più bella: quella di due persone che si sono riconosciute, scelte e amate con una profondità che tutti, quel giorno, abbiamo avuto la fortuna di vedere.

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