Sara + Matteo
Un matrimonio d’inverno tra archeologia, stregoneria e atmosfere gotiche
C’era una volta l’inverno, alla fine di febbraio, quando la luce è ancora fragile e il gelo custodisce i segreti della terra. In questo tempo sospeso, Sara e Matteo hanno scelto di intrecciare i loro destini, dando vita a un matrimonio che sembrava appartenere a un’altra epoca.
Sara, con la sua formazione in archeologia, aveva uno sguardo capace di leggere nelle pietre la voce degli antichi. Non sorprende, quindi, che la location l’abbia colpita come un richiamo inevitabile: un museo storico, scrigno di cimeli e reliquie, dove l’alto Medioevo longobardo e carolingio riviveva tra mura intrise di ombre e memorie. Perfette vibrazioni gotiche e stregonesche, un luogo che sembrava scelto da secoli per accogliere il loro sì.

Dal loro amore e dalle loro passioni è nata l’identità del matrimonio: intrecci d’edera tratti dalle incisioni medievali, linee grafiche che richiamavano le decorazioni dell’arte antica, colori chiari e naturali (grigio ghiaccio, verde, bianco) a contrasto con il nero profondo degli allestimenti. Un equilibrio delicato tra luce e ombra, come la loro storia.

La cerimonia è stata intima e solenne. Le fedi riposavano in una campana di vetro che custodiva un piccolo teschio, simbolo di ciò che resta e di ciò che resiste al tempo. L’handfasting e il rito del vino hanno suggellato l’unione: due gesti antichi, carichi di significato, che li hanno legati l’uno all’altra come nei racconti di un tempo remoto.

Intorno, la natura invernale prendeva vita attraverso fiori incredibili, rami e piante: alcuni freschi, altri secchi, come sospesi tra memoria e rinascita. L’atmosfera era nostalgica e affascinante, un incantesimo che avvolgeva gli ospiti nel silenzio e nella meraviglia.

Il tableau custodiva foglie di edera stampate, una per ogni ospite, illuminate da candele tremolanti e accompagnate da fiori dalle forme insolite.

Le tavolate imperiali, invece, accoglievano come banchetti d’altri secoli: tovaglie nere, tovaglioli neri, candele nere. Tra loro, un runner naturale di muschio, edera e felce, con antichi candelabri anch’essi avvolti dal verde. Il fuoco acceso nel camino aggiungeva calore e un’allure che nessuno avrebbe potuto dimenticare.

La confettata, pensata in continuità con l’allestimento, brillava tra vetri e candele, mentre le bomboniere (piccole marmellate artigianali di frutti invernali) raccontavano ancora una volta la stagione che aveva custodito il loro amore.
Prima di quel giorno, Sara e Matteo avevano voluto fissare la loro essenza in un servizio fotografico di fidanzamento tra i boschi e le cascate della Valle d’Aosta. Immagini potenti, quasi incantate: loro due come creature di un mondo antico e misterioso, sospesi tra stregoneria, acqua e pietra.

Così, passo dopo passo, il loro matrimonio è diventato non solo una celebrazione, ma una vera evocazione. Un rito che ha intrecciato radici storiche, passioni personali e il respiro dell’inverno, trasformando un giorno in una leggenda.
Design + Planning • The Other Wedding
Location • Museo Casa Pisani Dossi
Catering • Sherbet
Foto • Dandelion Photo Studio
Flower design • Oddkin
Musica • Amore Armonico – Umberto Fabbri dj